Inchiodato a una croce sta meglio!
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60 sindaci veronesi votano per il crocifisso
In nome delle tradizioni, dei simboli, delle identità… sessanta sindaci di altrettanti comuni veronesi preferiscono che Cristo rimanga ben inchiodato e ben visibile a tutti, (forse) affinché nessuno dimentichi quale fine attribuisce il Potere di ogni tempo a coloro che si ribellano.
Sottoscriveranno una petizione per chiedere l’intervento del Governo contro la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo che vieta la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche. L’iniziativa è stata presentata il giorno 1 dicembre 2009 a palazzo Barbieri (comune di Verona) dai sindaci di Verona, Flavio Tosi, di Grezzana, Mauro Bellamoli e altri…
E fa tenerezza ascoltare le loro dissertazioni sul tema.
Invocano un referendum («L’importante è riconoscere che quando il popolo decide bisogna tener conto della sua volontà». «È una sentenza ideologica, emanata da organismi europei che si collocano distanti dalla volontà e dalle radici culturali del Popolo.») Dimenticano che fu proprio una consultazione popolare ‘pilotata’ a decretare la crocifissione di Cristo.
Il governatore (Ponzio Pilato) era solito, per ciascuna festa di Pasqua, rilasciare al popolo un prigioniero, a loro scelta. Avevano in quel tempo un prigioniero famoso, detto Barabba. Mentre quindi si trovavano riuniti, Pilato disse loro: «Chi volete che vi rilasci: Barabba o Gesù chiamato il Cristo?» Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.
Ma i sommi sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a richiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò: «Chi dei due volete che vi rilasci?» Quelli risposero: «Barabba!» Disse loro Pilato: «Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?» Tutti gli risposero: «Sia crocifisso!» Ed egli aggiunse: «Ma che male ha fatto?» Essi allora urlarono: «Sia crocifisso!». (Vangelo di Matteo 27, 15-23)
Quali sono le tradizioni, le feste religiose e popolari veronesi equiparate dai 60 sindaci al crocifisso? La penna sul capello degli alpini, la festa de ‘noantri’, el bruiel de la vecia e altre feste e sagre del recioto, de i ovi, el balo del quaraquaquà, el papà del gnoco… Un confronto strano.
Qualcuno ha anche stabilito una multona in caso di mancata esposizione del crocifisso nelle scuole e negli edifici pubblici. Povero Cristo!
Nel Vangelo il Cristo muore e risorge. Oggi alcuni sindaci del veronese, per volontà del popolo di allora e di adesso, lo preferiscono per sempre appeso a una croce.
Nell’illustrazione La Croce di Giotto nella chiesa di Santa Maria Novella a Firenze