Riqualificazione di Porta Vescovo
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Piazza santa Toscana e Porta Vescovo
Dopo 40 anni ecco un nuovo progetto di recupero e riqualificazione di Porta Vescovo e dei parchi di San Sepolcro e Alto San Nazaro approvato dalla Circoscrizione Centro Storico per proporre il quartiere di Veronetta come nuovo polo di interesse culturale e turistico della città.
1. Completamento del recupero di Porta Vescovo e sua riconversione a spazio culturale.
2. Completamento del parco di Alto San Nazaro con annesso edificio servizi.
3. Riqualificazione e completamento stradale del percorso da Porta Vescovo all’ingresso del Parco San Sepolcro.
4. Collegamento del Parco di San Sepolcro con un percorso pedonale-sensoriale che raggiunga il Muro scaligero.
5. Sistemazione stradale lungo il Muro di Alberto della Scala fino all’incrocio con via San Zeno in Monte.
6. Percorso da Alto San Nazaro a San Zeno in Monte.
7. Recupero dello scalone Alto San Nazaro.
Quando nasce Veronetta?
Veronetta, il quartiere di Verona a sinistra dell’Adige, ha una storia antica, che risale al primo nucleo abitato di Verona, che sorgeva sul Colle di San Pietro. Nel IV e V secolo vengono edificati i primi luoghi di culto cristiani: le chiese di Santo Stefano e di San Giovanni in Valle, le grotte di San Siro e dei SS. Nazaro e Celso.
Con i Longobardi e i Franchi a Veronetta si erigono nuove chiese: quelle dei SS. Faustino e Giovita, di Santa Maria in Organo, di San Vitale.
Tra il 967 e il 1023 lo spazio, che sfumava a sud-est di Veronetta in una palude, fu recinto da un muro di difesa, che iniziava dalla collina sopra Santa Toscana.
Nella zona si insediano molte famiglie dedite all’arte della lana e alla concia delle pelli, cui si aggiungono i molinari dell’Acqua Morta e i contadini del Campo Marzo.
Nel XV secolo, con il decollo economico del ceto mercantile, in Veronetta sorgono palazzi e case signorili, spesso abbellite da giardini. Aumenta anche la popolazione e si costruiscono o si rinnovano delle chiese, proliferano i monasteri (San Girolamo sulle pendici del colle di San Pietro, Santa Chiara, Santa Caterina, Santa Maria della Vittoria). Dopo il 1814 Verona diviene il centro più importante del Regno Lombardo-Veneto, quale piazzaforte militare. Veronetta accoglie i grandi magazzini militari, i forni e le lavanderie. Fuori porta Vittoria, poi, colmato l’acquitrino, venne fondato il cimitero monumentale. Nel 1849, poco distante da Porta Vescovo, entra in funzione il principale scalo ferroviario della linea Milano-Venezia, costruita dagli Austriaci e ultimata nel 1857.
Dopo l’annessione all’Italia (1866), Veronetta entra in crisi. La partenza degli Austriaci colpisce gravemente il quartiere, che aveva impostata la sua economia prevalentemente sulla presenza delle truppe. L’inondazione del 1882 provoca la scomparsa di numerose attività (concerie, filatoi, lavanderie, mulini), che vivevano sui canali e la decadenza continuò anche nel Novecento.
Il 1968 segnò una svolta per Veronetta: l’Amministrazione comunale rivolse la sua attenzione all’antico quartiere, ne promosse studi e rilievi che portarono, nel 1973, alla pubblicazione del «Piano di salvaguardia e di valorizzazione di Veronetta».
Negronetta
Dalla metà degli anni Ottanta al 2005 gli immigrati residenti nel quartiere di Veronetta si moltiplicano. Il quartiere è caratterizzato dalla presenza di popolazione africana e asiatica.
Le abitazioni per lo più accolgono extracomunitari che, associandosi in più famiglie, riescono a far fronte ai costi elevati: sono questi i nuovi abitanti che sostituiscono la popolazione “storica” residente. In questa “negronetta”, così denominata dai giornali, i residenti italiani sviluppano sensazioni di paura, di fastidio, di disagio e di chiusura. Il processo conoscitivo e di comunicazione si rivela un cammino lungo e di non semplice realizzazione: esso passa dalla ricerca concreta di forme d’intercultura basate sul dialogo.