Riqualificazione di Porta Vescovo

Piazza santa Toscana e Porta Vescovo

Piazza santa Toscana e Porta Vescovo

Nel 1968 l’amministrazione comunale democristiana, guidata da Renato Gozzi, rivolse la sua attenzione all’antico quartiere di Veronetta, ne promosse studi e rilievi che portarono, nel 1973, alla pubblicazione del «Piano di salvaguardia e di valorizzazione di Veronetta».
Dopo 40 anni ecco un nuovo progetto di recupero e riqualificazione di Porta Vescovo e dei parchi di San Sepolcro e Alto San Nazaro approvato dalla Circoscrizione Centro Storico per proporre il quartiere di Veronetta come nuovo polo di interesse culturale e turistico della città.
1. Completamento del recupero di Porta Vescovo e sua riconversione a spazio culturale.
2. Completamento del parco di Alto San Nazaro con annesso edificio servizi.
3. Riqualificazione e completamento stradale del percorso da Porta Vescovo all’ingresso del Parco San Sepolcro.
4. Collegamento del Parco di San Sepolcro con un percorso pedonale-sensoriale che raggiunga il Muro scaligero.
5. Sistemazione stradale lungo il Muro di Alberto della Scala fino all’incrocio con via San Zeno in Monte.
6. Percorso da Alto San Nazaro a San Zeno in Monte.
7. Recupero dello scalone Alto San Nazaro.

verona_1907Quando nasce Veronetta?
Veronetta, il quartiere di Verona a sinistra dell’Adige, ha una storia antica, che risale al primo nucleo abitato di Verona, che sorgeva sul Colle di San Pietro. Nel IV e V secolo vengono edificati i primi luoghi di culto cristiani: le chiese di Santo Stefano e di San Giovanni in Valle, le grotte di San Siro e dei SS. Nazaro e Celso.
Con i Longobardi e i Franchi a Veronetta si erigono nuove chiese: quelle dei SS. Faustino e Giovita, di Santa Maria in Organo, di San Vitale.
Tra il 967 e il 1023 lo spazio, che sfumava a sud-est di Veronetta in una palude, fu recinto da un muro di difesa, che iniziava dalla collina sopra Santa Toscana.
Nella zona si insediano molte famiglie dedite all’arte della lana e alla concia delle pelli, cui si aggiungono i molinari dell’Acqua Morta e i contadini del Campo Marzo.
Nel XV secolo, con il decollo economico del ceto mercantile, in Veronetta sorgono palazzi e case signorili, spesso abbellite da giardini. Aumenta anche la popolazione e si costruiscono o si rinnovano delle chiese, proliferano i monasteri (San Girolamo sulle pendici del colle di San Pietro, Santa Chiara, Santa Caterina, Santa Maria della Vittoria). Dopo il 1814 Verona diviene il centro più importante del Regno Lombardo-Veneto, quale piazzaforte militare. Veronetta accoglie i grandi magazzini militari, i forni e le lavanderie. Fuori porta Vittoria, poi, colmato l’acquitrino, venne fondato il cimitero monumentale. Nel 1849, poco distante da Porta Vescovo, entra in funzione il principale scalo ferroviario della linea Milano-Venezia, costruita dagli Austriaci e ultimata nel 1857.
Dopo l’annessione all’Italia (1866), Veronetta entra in crisi. La partenza degli Austriaci colpisce gravemente il quartiere, che aveva impostata la sua economia prevalentemente sulla presenza delle truppe. L’inondazione del 1882 provoca la scomparsa di numerose attività (concerie, filatoi, lavanderie, mulini), che vivevano sui canali e la decadenza continuò anche nel Novecento.
Il 1968 segnò una svolta per Veronetta: l’Amministrazione comunale rivolse la sua attenzione all’antico quartiere, ne promosse studi e rilievi che portarono, nel 1973, alla pubblicazione del «Piano di salvaguardia e di valorizzazione di Veronetta».

Negronetta
Dalla metà degli anni Ottanta al 2005 gli immigrati residenti nel quartiere di Veronetta si moltiplicano. Il quartiere è caratterizzato dalla presenza di popolazione africana e asiatica.
Le abitazioni per lo più accolgono extracomunitari che, associandosi in più famiglie, riescono a far fronte ai costi elevati: sono questi i nuovi abitanti che sostituiscono la popolazione “storica” residente. In questa “negronetta”, così denominata dai giornali, i residenti italiani sviluppano sensazioni di paura, di fastidio, di disagio e di chiusura. Il processo conoscitivo e di comunicazione si rivela un cammino lungo e di non semplice realizzazione: esso passa dalla ricerca concreta di forme d’intercultura basate sul dialogo.

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One Response to “Riqualificazione di Porta Vescovo”

  1. 1
    FIL DE FER - VERONA Says:

    Veronetta è e sarà sempre il più bel quartiere di Verona.
    Purtroppo come sempre accade la speculazione edilizia dei soliti pochi e noti ha portato questo quartiere al degrado massimo, ma per la verità anche lo spopolamento ha contribuito a ciò nell’epoca in cui andare in case nuove e limitrofe al centro storico conveniva perchè erano complete dei servizi,riscaldamento etc…cosa che le case di Veronetta non tutte avevano o i proprietari preferivano che gli inquilibi si arrangiassero in qualche modo.
    C’è da dire infine che le amministrazioni comunali da Carlo Delaini,Renato Gozzi,Gabriele Sboarina, e per finire a Paolo Zanotto non hanno brillato certo nella tutela e valorizzazione di questo quartiere in cui sono nato e vissuto per oltre 50 anni e che mi ha visto assieme a molti altri a lottare per il quartiere e per la sua valorizzazione.
    Mi auguro che ilo nuovo sindaco TOSI sappia far meglio e con più convinzione specie per il traforo delle torricelle che allieverebbe il transito spropositato e scandaloso sia dei mezzi pubblici che privati attraverso questo quartiere martoriato e pur bellissimo e valido se ci sono idee…..
    alcune vie potrebbero essere bloccate al traffico permettendo ai bar o ristoranti di allungarsi sulla via creando aree verdi e da potersi accomodare su comode sedute a bere ed ascoltare musica.
    Si potrebbe finalmente creare delle chiatte sull’Adige creando luoghi d’incontro informali e per ascoltare buona musica e sorseggiare rigorosamente bibite,vini e liquori VENETI nonchè prodotti VENETI tutto l’anno….ci sono siti e luoghi storici da risconprire, etc…etc…..
    A Verona prima di attuare un’idea ci vogliono mediamente 30-40-50 anni…. se il turismo a Verona è giornaliero o massimo 2-3 gg. è perchè si pensa più alla ZAI o ad altre zone che rivitalizzare e valorizzare il patrimonio che c’è già.
    No ci sono commenti a tanta lentezza o peggio malafede.
    W SAN MARCO SEMPRE !!

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