Vin brûlé: la ricetta del curato de Breonio
Leggi tutti gli articoli di Renzo Zanoni
A mezzanotte Santa Messa,
di seguito vin brûlé par tutti!
Vin brûlé (brûlé significa vino bruciato). Le ricette sono tante, con numerose varianti regionali. Nasce dalla tradizione medievale di unire al vino erbe aromatiche e medicinali, creando vini aromatizzati e medicinali. Probabilmente la ricetta classica è da attribuire ai monaci, esperti conoscitori di erbe e spezie, che nei conventi si dedicavano anche alla preparazione del vino. Il vin brûlé altro non è che un vino aromatizzato e brevemente cotto.
Nel Medioevo ogni speziale o addetto al vino era in grado di preparare vini speziati e ognuno aveva la sua ricetta. Il vino era addolcito con miele o zucchero e a volte allungato con acqua.
Il cibo servito nel Medioevo era molto speziato. L’alto costo delle spezie permetteva ai nobili di ostentare la propria ricchezza anche a tavola. Inoltre i medici medievali erano convinti che le spezie rendessero più digeribili le vivande.
Le spezie che si utilizzavano nell’Alto Medioevo erano zenzero, zafferano, chiodi di garofano e pepe, mescolate a molte erbe aromatiche. Nel Duecento si aggiunsero cubebe (un tipo di pepe), macis, zucchero, cannella, liquirizia, grano saraceno, cumino, anice, coriandolo. Nel Trecento furono importate noce moscata, cardamomo…
La ricetta del vin brûlé
Prepararlo non richiede grandi abilità. Per fare un buon vin brûlé è essenziale usare buoni ingredienti. Le dosi dipendono molto dal gusto personale: basta fare un po’ di prove e seguire il proprio giudizio.
La ricetta classica prevede come ingredienti per 1 litro di vino rosso fermo e corposo, 2 stecche di cannella, 12 chiodi di garofano; scorza di 1 limone; 150 g di zucchero.
Vino Non usare un vino frizzante, ma vino rosso di medio corpo.
Cannella (in stecche) e chiodi di garofano. È importante che le spezie non siano vecchie. Nei negozi del commercio equo e solidale se ne trovano di ottima qualità. Scorza di limone ed eventualmente di arancia.
Altri ingredienti Prova, per esempio, ad aggiungere tra le spezie il cardamomo, la noce moscata o un po’ di zenzero.
L’importante è non esagerare perché una spezia non finisca per prevalere sulle altre. Puoi sostituire lo zucchero con il miele.
Preparazione
Sbuccia il limone e l’arancia. La buccia deve essere priva del bianco. In una pentola, che non deve essere antiaderente e possibilmente avere le sponde basse, metti i chiodi di garofano, la cannella, aggiungi pian piano un po’ di vino e lo zucchero, poi la buccia dell’arancia e del limone. Prima di accendere il fuoco, mescola affinché lo zucchero si sciolga un po’. Tieni il contenitore su un fuoco basso. Mescola di tanto in tanto con un cucchiaio di legno e attendi l’ebollizione. Lascia bollire per qualche minuto. Per eliminare l’alcol brucia i vapori con un fiammifero. Passalo attraverso un colino. Quindi servilo ben caldo.
Il vin brulé bevuto caldo è molto efficace nel combattere malattie da raffreddamento. Deve le sue doti anche ai principi attivi degli altri ingredienti: la cannella, che tra le sue proprietà, ha anche quella di combattere gli stati influenzali; i chiodi di garofano, potenti antibatterici; le scorze di limone, antisettiche e balsamiche, utili nelle infezioni respiratorie dovute a influenze e bronchiti.
Nella foto Praepositus Kerner doc. Lungo i soleggati pendii che circondano l’Abbazia di Novacella (Bressanone) da ormai otto secoli vigne pregiate producono uve che vengono vinificate nella cantina del convento. Dal momento in cui venne fondata Novacella offrí ricovero ai pellegrini in viaggio verso la Terra Santa e fu un importante centro spirituale e culturale noto in tutta Europa.
Le sue antiche origini si fanno risalire al 1142 quando, il vescovo Hartmann, ne fece sede dell’ordine Agostiniano.